Un giorno qualcuno mi chiese se avessi rimpianti, se avessi lasciato qualcosa di incompleto o incompiuto nella mia vita o se avessi dovuto abbandonare alcuni progetti.

Sapevo cosa rispondere, ma mi era sembrata una domanda in pieno stile campo minato.

Ho iniziato a dosare le parole per non farle travolgere dal flusso dei pensieri che sembrava correre più veloce di me. Ho iniziato a scorrere indietro gli anni della mia vita quando, chiusa nella mia camera di una casa in affitto, studiavo Diritto Penitenziario.
Credevo che sarei diventata un Commissario di Polizia Penitenziaria.
Non mi perdevo mai una pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Poi però, la vita fa un po’ ciò che vuole.
Mi ha messa davanti a delle scelte, mai obbligate, quelle che mi hanno fatto piangere lacrime di paura e di felicità.

Col tempo ho iniziato ad invertire l’ordine delle priorità, senza mai raggiungere una versione definitiva della mia vita.

A dieci anni di distanza da certe ambizioni sento di non avere rimpianti.

Unica nota stonata è la continua necessità di doversi affermare, di dover dimostrare sempre il doppio e che si possa conciliare tutto con destrezza.

Chissà se ci sto riuscendo però.
Io me lo domando ogni giorno.

You’re the best thing about me
I’m the kind of trouble that you enjoy
You’re the best thing about me
The best things are easy to destroy
You’re the best thing about me
The best thing about me

[You’re the best thing about me – U2]

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