Mamma, quando ci svezziamo?

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E con i 6 mesi di Ettore è arrivato anche il momento dello svezzamento.

In realtà poche settimane prima avevo tentato di preparare delle pappe, ma Ettore, furbo e scaltro, aveva deciso di serrare le labbra.

Pensavo che qualcosa non stesse funzionando, forse quello che gli preparavo non era realmente buono, perchè ad ogni mio tentativo di portare il cucchiaio alla sua bocca se andava bene rispediva la porzioncina al mittente e se continuavo ad insistere serrava le labbra in segno di protesta.

Alla fine mi sono arresa ai suoi segnali inequivocabili, complice anche la sua influenza, e allora dopo aver atteso 10 giorni e dopo il compimento dei suoi 6 mesi, come per magia ha iniziato a mangiare tutto quello che gli proponevo (frutta a parte! Su quello ci stiamo ancora lavorando).

Che l’OMS abbia forse ragione? Non solo viene ribadita l’importanza di iniziare lo svezzamento dopo i 6 mesi, ma credo anche che i nostri figli siano in grado di farci capire quando sono pronti…Comunque, quando ho preparato la sua prima pappa ho comprato rigorosamente BIO, non che io sia fissata, ma mi ripeto di continuo che avrà tempo per scoprire le “schifezze”!

Ricordo ancora quando ho dovuto dare l’aggiunta di latte formulato ad Ettore e la mia ansia da prestazione nel preparare quella miscela mi faceva sembrare una piccola chimica, che maneggia con tensione due materiali potenzialmente esplosivi.

Per me unire il latte in polvere all’acqua era un po’ come fare bungee jumping e ogni volta era un continuo parlare tra me e me:

“Ok lo faccio. No, un attimo devo controllare la temperatura dell’acqua.

Ok, va bene, ha raggiunto i 70 gradi previsti per abbattere ogni forma di batterio presente. No, un attimo devo risentirla.

Nel dubbio dovrei comprare un termometro alimentare, nel dubbio dovrei anche darmi una calmata, nel dubbio dovrei fare come un barman: mescolare, sorridere al pubblico e shakerare…nel dubbio quasi quasi passo al latte liquido.”

Sì, Ettore alla fine aveva gradito (per fortuna!) il suo nuovo latte formulato e prendeva due biberon al giorno.

Ecco, dopo aver capito il tipo di mamma che sono (non sono ansiosa, sono diversamente calma!) posso dirvi che la preparazione del latte in polvere è da principianti. Il livello intermedio non so se esista, ma quello avanzato sì ed è rappresentato dalla preparazione del brodo vegetale e del suo annesso passato di verdure.

Dopo aver pelato le patate, le carote e le zucchine, preparando l’acqua per il brodo mi sembrava di essere uno di quei pochi cuochi giapponesi autorizzati alla preparazione del pesce palla. Sì, io mi sentivo una di loro, ho pelato le patate, le carote e le zucchine con la loro stessa attenzione, come se un piccolo ed impercettibile errore potesse rivelarsi fatale per me o per Ettore. Che poi di fatale c’era che al massimo mio figlio mi guardasse con aria contrariata come a dire: “Mamma, ma che roba è? Che ne pensi se mi dai il MIO latte e la facciamo finita?”

Non sapevo come sarebbe andata, io so solo che con tutta la fifa che avevo addosso quasi quasi tra il bungee jumping e lo svezzamento sarei corsa a mettere l’imbracatura!

Meno male che la mia amica Lucìa che ci era passata da poco mi ha spiegato come preparare tutto durante una sessione individuale a casa mia, mentre la mia amica Irene, che ahimè vive a Roma, ha preparato dei tutorial per spiegarmi passo dopo passo come preparare il tutto (magari in un futuro prossimo aprirà un canale YouTube perchè è super brava!) e poi l’insostituibile Tonia che è il mio infuso personale di camomilla e riporta i livelli della mia ansia alla normalità.

Ad oggi gli aggiornamenti sullo svezzamento di Ettore sono più che positivi: carote, zucca, zucchine, spinaci, coste, pollo e manzo BIO preparati con orgoglio da me 🙂

Inutile dire che la preparazione del tutto è sempre accompagnata dall’immancabile Radiofreccia

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