Un genitore vista papà

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Dopo tanti mesi e tanti discorsi in cui mio marito mi raccontava le sue sensazioni sull’essere padre, ho pensato di intervistarlo (eh sì, non avevo proprio nulla fare!) per dimostrare che i papà sono uguali uguali alle mamme e che svolgono le stesso ruolo di una neo-mamma – allattamento a parte si intende!

Tutto sommato mio marito ha reagito bene a questa idea bizzarra e si è prestato a rispondere alle mie domande con un po’ di emozione.

Come hai vissuto l’arrivo di Ettore?

Tanta emozione e, allo stesso tempo, paura del non sapere cosa sarebbe successo e se ne sarei stato all’altezza, mille pensieri sul cosa avrei e non avrei dovuto fare.

Sapere di avere 2 giorni di congedo come ti faceva sentire?

In estremo difetto! Pensare che ai papà venga concesso un tempo così limitato è veramente un assurdo!
Due giorni sono davvero pochi, non si ha neanche il tempo di rendersi conto di cosa sia successo e di dare il giusto supporto, che si è già costretti a tornare a lavoro.

Durante il periodo in cui allattavo Ettore ti alzavi la notte insieme a me.
Perchè lo facevi?

Mi sono sempre sentito estremamente coinvolto e questo non escludeva di certo le ore notturne.
Fortunatamente ho scoperto di avere una buona tolleranza alla carenza di ore di sonno e questa è stata una fortuna per tutti… soprattutto per te! 🙂

Perché stai usufruendo dei riposi giornalieri per allattamento?

A parte le battute degli amici su di me che allatto, queste ore mi stanno permettendo di essere realmente presente e di aiuto per la nostra famiglia: accompagno Ettore al nido e riesco a tornare a casa in un orario decente in modo da trascorrere un po’ di tempo con lui.
L’idea di stare insieme soltanto nel fine settimana o qualche ora la sera non mi bastava.
Ma soprattutto sta dando a te la serenità mentale di affrontare le tue nuove sfide e questo per me è importante.

Credi che aver iscritto Ettore al nido sia stata una scelta giusta?

Probabilmente la migliore di sempre: ha permesso a noi di tirare un sospiro di sollievo, ma soprattutto è stato di grande stimolo ad Ettore e abbiamo visto da subito quanto è cresciuto stando insieme ad altri bambini e in un contesto diverso da quello di casa.

Come è stato trascorrere con Ettore 2 settimane mentre aveva la varicella?

Una bella sfida! Non facile all’inizio, soprattutto i primi giorni perché lui era molto nervoso e io ancora non sapevo come gestirlo. Ma con il passare dei giorni abbiamo trovato il nostro equilibrio: tanti momenti di gioco passati insieme e soprattutto tanti sonnellini!

Cosa è cambiato adesso che sei diventato papà?

Diciamo pure cosa non è cambiato adesso che sono diventato papà!
La sua presenza ha senz’altro stravolto la nostra vita ma è stata l’aggiunta perfetta tra me e te.
Personalmente credo che ci sia ancora qualche cosa da migliorare ma abbiamo ampi margini di miglioramento! 🙂

Ti piacerebbe trascorrere più tempo insieme a Ettore?

Sai bene cosa ti ripeto ogni volta: tu diventa ricca e famosa così io posso stare a casa a organizzare feste di beneficienza!

Come è andata la prima volta che hai cambiato il pannolino a Ettore?

Le premesse non erano delle migliori: non facevo altro che dire che non ne avrei mai cambiato uno in vita mia!
Il primo pannolino non si scorda mai: tanta emozione, nemmeno stessi eseguendo una operazione chirurgica a cuore aperto!

E la prima volta che gli ha fatto il bagnetto?

Sembrava che stessi maneggiando un vaso di cristallo!
Con il tempo è diventata una mia attività esclusiva ed un momento solo per noi maschietti… Oltretutto Ettore sembra apprezzare molto il tuffo a bombazza, ormai è diventato parte del nostro rituale!

Credi che ci sia disparità di diritti tra mamme e papà?

Non serve crederlo, è un dato di fatto. Ormai lo stereotipo del padre che lavora e va in ufficio a guadagnare mentre la moglie resta a casa a badare i figli non vale più.
Sento di voler fare diversamente ed insegnare a mio figlio un altro tipo di valore e non credo proprio che questo potrà in alcun modo far venir meno il mio essere uomo!

Cosa ti piacerebbe che lo Stato facesse per voi papà?

Che ci desse davvero la possibilità di essere utili e presenti, perché non è solamente andando a lavorare e portando lo stipendio a casa che si partecipa in modo attivo alla crescita della propria famiglia.

Avrei voluto scrivere altre mille cose, abbiamo cercato di fare un estratto della nostra intervista/conversazione, perchè se avessi dovuto pubblicarla tutta avrei tirato fuori una intera saga!

E come ogni articolo che scrivo vi lascio in chiusura un brano, questa volta scelto da mio marito.

P.S. Ma ve l’ho mai detto come si chiama mio marito, nonché il papà di Ettore?

4 commenti su “Un genitore vista papà

  1. Incantevoli… Le vostre parole rispecchiano le vostre anime.. Che sono umili, dolci e piene di amore… Siete due grandi genitori!!!

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